PageRank in fumo

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In questi giorni di assenza dal blog, mi sono interessato ad un argomento caro a molte persone, altri invece lo snobbano ritenendolo di nessuna importanza. Infatti il famigerato PageRank di Google è tornato a farsi sentire per alcune pesanti penalizzazioni inflitte ad alcuni siti e tra cui molti “blogstar”, internazionali e non solo…

pagerank in fumo


Esattamente non saprei dirvi se la penalizzazione abbia inflitto anche sull’indicizzazione degli stessi siti, di certo per chi ci tiene a mettere in bella vista la barretta verde più lunga di quella degli altri, quasi fosse un simbolo fallico, è un duro colpo per lo meno morale.
Su searchengineland.com potete trovare una lista di alcuni famosi siti che si sono visti ridurre notevolmente il punteggio, alcuni addirittura perdono un PR7 per approdare ad un ben meno gratificante PR4.

In Italia abbiamo esempi come Giorgiotave.it, Pandemia.info spero tanto possano recuperare, in quanto patrimonio dell’informazione italiana. Ne esistano altri e mi pare di notare che anche (l’amico) Napolux.com abbia ricevuto il poco invidiabile dono da parte Google.

Perchè

A quale motivazione sono dovute queste penalizzazioni? Da sempre Google non vede di buon occhio la pratica dello “scambio link” sconsiderato tra i siti, per sconsiderato indento senza argomentazioni correlate, ma la cosa che non riesce proprio a tollerare sono i link in vendita.

Consiglio

Ultimamente mi è capitato di ricevere domande da blogger del genere: “mi ha contatta quel tale sito, e mi chiedono un offerta su quanto posso far pagare dei link dalle mie pagine. Quanto gli chiedo?”
La mia risposta è stata di fare molta attenzione a quello che si stava per fare. Un ipotetico importo di “500 euro” per l’esposizione di un link può portare a delle penalizzazioni. Lo dico con certezza perchè conosco chi ha ricevuto penalizzazioni pesati, da un giorno all’altro questo sito si è ritrovato penalizzato di 50 posizioni su tutte le Keywords in cui era molto forte, a quel punto le perdite si sarebbero fatte sentire molto di più delle ipotetiche “500 euro”. Dopo aver umilmente chiesto scusa, ed avendo levato i link dalle pagine, il sito entro pochi giorni è tornato ad ottenere i risultati a cui era abituato, e la persona è riuscita a “tornare a vivere”.
Ora sta a voi ed al vostro caso se prendere il malloppo vale la pena di penalizzazioni anche così pesanti.
Forse per qualcuno questo si tratta di un abuso di potere da parte di Google, in realtà si stata solo di una misura adottata per proteggere le proprie ricerche.