“Sempre più spesso scorrono su internet immagini di ragazzi disabili, umiliati o addirittura picchiati…” l’articolo di oggi è iniziato con le parole usate da Cesara Bonamici presentatrice del TG5 di ieri sera (14 novembre 2007). Non mi sento di dire che il problema non esista, ma non mi sento neanche di dire che su internet ci sia solo questo, e molto spesso i nostri cari media tradizionali italiani, come la stessa televisione, sembra che vogliano spingere questo messaggio…

Il servizio televisivo, che riporto per intero con un video dalla non ottimale qualità , documenta da un lato un fatto atroce, il bullismo sui disabili che è indubbiamente il più ripugnante, dall’altra parte vuole riconoscere in YouTube la fonte del male, praticamente un recipiente colmo di questi video dove non è possibile ne segnalare un abuso del regolamento quindi neanche la cancellazione. Come resoconto finale, da parte dell’indignato speciale Andrea Pamparana, non poteva che essere chiamata in causa la politica, per limitare la libertà di espressione su internet.
Le domanda sono:
- nell’ipotesi che sia possibile riuscire a filtrare la libertà d’espressione su internet, se non addirittura limitarla drasticamente, questi casi di maltrattamenti su disabili terminerebbero?
- forse non avendone più notizie, la gente penserà che casi del genere non avvengono più. Quindi si torna ad una tranquillità precedente all’era di YouTube ed i suoi video… e quindi senza che accadano più questi fatti?
- e se invece questi video, come spesso accade, riescono ad offrire dei colpevoli (per altro abbastanza ingenui) per le malefatte che hanno commesso, e senza questo tipo di documentazione video forse non si sarebbe conosciuto neanche l’accaduto?
- a questo punto il caso, non è paragonabile ad una situazione di guerra, dove gli inviati parlano di morte, violenza, barbarie e inciviltà (anche entrando nei particolari)… ma senza la presenza del giornalista non si potrebbe conoscerne la situazione degli eventi? Forse così si risolverebbe il problema della guerra, in quanto tutti ne ignorano l’esistenza, e quindi finalmente ci sarebbe la pace nel mondo!
Vorrei concludere con la mia solidarietà verso i ragazzi maltrattati. E voglio specificare a Paolo Spadaro, l’intervistato nel servizio, che con questo articolo non voglio assolutamente giustificare, ne lasciar impunite le malefatte di quei ragazzi.
La soluzione al problema bisogna cercarla altrove, se poi vogliamo bendarci gli occhi, facciamolo pure. Con questo non voglio neanche dire che i filmati non debbano essere cancellati, anzi i mezzi ci sono e spesso capita di trovarsi su YouTube davanti alla scritta “filmato rimosso perchè non idoneo”, ed i video di violenza come quello apparso domenica appartiene proprio al genere non idoneo.
Parlare di limitazione della libertà di espressione, bisogna farlo sempre con una certa attenzione, e considerarne sempre le possibili conseguenze.
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P.s.
Trovo questo video molto istruttivo per chi ha pregiudizi nei confronti di internet: http://www.youtube.com/watch?v=5gffrVESruM
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DesMM
Giovedì, 15 Novembre 2007







Ho letto con interesse questa riflessione. Io però credo che dire che ho richiesto una censura sia un errore. A me, e vedo anche a Lei, ripugna il fatto che ci siano molti giovani che si divertono a guardare queste scene. Del resto i siti pedopornografici vengono oscurati. Credo che questi portali, importanti e senz’altro utili, come You Tube o altri similari, debbano in qualche modo essere più responsabili. So bene che c’è chi vorrebbe censurare. C’è sempre stato questo tentativo. Ma non è che uno ,guardando un video in cui si picchia un disabile, impara che esiste il male verso un diverso. Sappiamo che esistono gli stupratori, i maniaci, i serial killer, ma non per questo dobbiamo venirne informati dai video delle loro prestazioni. Grazie
Andrea Pamparana
Rimango positivamente colpito dalla sua presenza su questa pagina. Il mio articolo, come lei ha ben potuto notare, non vuole essere una difesa a spada tratta nei confronti dei contenuti di internet.
Parlando per assurdo…
…nella stessa edizione serale di ieri, c’è stato un articolo su di un pedofilo che si è messo a scrivere “cercasi ragazzine per… le pago 50euro” sopra i muri di una scuola media.
Esistono tutte le figure presenti nel caso dei video su YouTube:
1) il malfattore: il pedofilo - i bulli
2) la parte lesa: le ragazzine - i disabili maltrattati
3) il mezzo: i muri di scuola/pennarello - YouTube/cellulare
In entrambi i casi ad essere punito, a mio modo di vedere, deve essere il malfattore. Qualsiasi mezzo anche il più banale, come un pennarello, messo in mano a persone dalla mente “deviata” potrebbe potrebbe essere un pericolo.
Io credo che che si debba più puntare grazie al vostro, ancora incontrastato leader della comunicazione, telegiornale a disincentivare i ragazzi ad azioni del genere. Sia nel compierle che nel distribuirle…
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invece il servizio di ieri era chiaramente rivolto a dar scredito al mezzo internet, o per lo meno è risultato tale.
Ad un paese come il nostro, che ha serie difficoltà ad avvicinarsi ad internet ed acquisirne i vantaggi, che il resto d’Europa ha già scoperto, servizi televisivi come quello di ieri sera appaiono sopratutto alla nostra popolazione come “internet è pericoloso, ci gira gente strana, statene alla larga!”.
Se il vostro è un tentativo è effettivamente di ostruzionismo verso internet, buono a sapersi continuate per questa strada che state facendo un ottimo lavoro… altrimenti sarebbe giusto ogni volta che vi riferite a casi del genere specificare che di internet non esiste solo questo lato oscuro.
Grazie per l’attenzione.
Scrivevo proprio oggi riguardo a questa mania di chi deve fare informazione di trovare nuovi demoni ai fatti di cronoca.
Adesso è il turno di internet e le nuove tecnologie.
Youtube ma anche i blog…
i giornalisti stanno a pezzi.
Se credessi che Internet è luogo del Male sarei qui a parlarne? Io chiedo solo che per i gestori di importanti portali ci sia assunzione di responsabilità , come per tv, radio e giornali. se ne può parlare o è delitto di lesa maestà ? A proposito dei giornalisti a pezzi: ricevo oltre 200 mail al giorno con storie di vita vissuta che testimoniano disagi e problemi. Abbiamo realizzato ad oggi sei puntate, ciascuna su temi diversissimi. Oggi mi occupo di discriminazioni sul lavoro verso i diabetici. E sto realizzando con alcuni universitari un sito su questioni europee. Gentile Claudio, mi creda, se sono a pezzi è perchè non riesco ad accontentare tutti. A proposito: una delle prossime puntate è su una ragazza disabile spagnola che a Bologna, all’Università , deve fare ogni giorno i miracoli per superare mille barriere. Il filmato di denuncia me l’ha inviato lei, tramite mail. Grazie
Andrea Pamparana
Concordo pienamente con Andrea Pamparana, c’è bisogno di maggiore attenzione prima di pubblicare un video di quel genere. YouTube dovrebbe controllare il contenuto ed eventualmente censurare il video. Questo vale anche per le testate gionalistiche, bisogna verificare anche l’esattezza dell’informazione. Il servizio della ragazza spagnola è stato già mandato in onda ed effettivamente l’italia non ne esce bene. E’ pur vero che non c’è bisogno che lo faccia notare la ragazza spagnola, il problema c’è da sempre.
Saluti è Buon Lavoro.
E’ bene chiarire che il vostro lavoro non è assolutamente messo in discussione, tanto più mi rende felice sapere che dedica il suo tempo ad una discussione nata sul un blog. L’espressione di Claudio è dovuta certamente come conseguenza da quello che la televisione sceglie di far vedere di internet. Non posso venirle a dire cosa è opportuno programmare in un telegiornale… anche perchè non è assolutamente il caso, ed apprezzo i contenuti attuali e di cui prossimamente parlerà . …altrimenti non avrei visto ieri sera il vostro telegiornale.
Solo che rimango dell’idea che, anche se un giornalista crede in internet, ci sia comunque un tentativo accorpare delle colpe alla rete, ed è comune il pensiero della gente che guarda questi servizi televisivi, che prima che apparissero questi video su internet queste cose non succedevano.
Concludo altrimenti divento ripetitivo, la speranza è quella di assistere sempre meno a spettacoli del genere ma anche che si assista meno discriminazioni verso la rete per colpa di pochi elementi.
Un sincero ringraziamento per il contributo che ha offerto alla discussione,
le auguro buon lavoro.
Massimo M.
Caro Andrea,
io non mi riferisco a tutti i giornalisti, ma alla maggior parte di essi.
Almeno quelli che ho modo di “apprezzare” tramite i vari servizi su quotidiani, tg e testate on-line.
E si, la maggior parte di questi stanno a pezzi per il loro voler fare notizia citando situazioni che non conoscono senza un minimo approfondimento.
Sia di esempio quanto scritto in questo articolo.
Si parla di youtube in maniera palesemente ignorante, e il fatto che lei abbia estrapolato una frase dal mio commento alla quale è molto facile rispondere, tralasciando tutto il discorso su youtube e internet lo dimostra.
Ci spieghi almeno il suo punto di vista.
Oppure conitnui a fare come tutti, attingete a piene mani dalla rete senza sapere di cosa parlate. E continuate a spingere ovvietà . Che la nazione ha bisogno di disinformazione per terminare il ciclo distruttivo che ha intrapreso.
Vi ringrazio. Il dibattito è importante. Nel 1982 fondai con altri colleghi la prima banca dati di informazione giornalistica. Vi si accedeva collegando il telefono al modem con l’apposito orecchio adattatore di gomma. Ogni data base aveva un suo numero di telefono collegato ad uno host centrale. Noi avevamo il collegamento con il centro dati della Bnl, insieme all’Agi, Agenzia giornalistica. Uso Internet, è ovvio, il Tg5 è on line, il 99 per cento delle persone che scrivono all’Indignato lo fanno via mail. Insegno a mio figlio che ha sei anni a cercare su Internet, a saper leggere e discriminare tra la straordinaria massa di informazioni che c’è oggi a disposizione. Internet e You Tube, ad esempio, sono come una grande strada piena di negozi, di luci, di vetrine, di traffico, di donne e uomini che camminano. E come una grande strada ha bisogno ad un incrocio di un semaforo che regoli il flusso, ecco io credo che questa attività possa essere svolta dagli amministratori dei portali. Se nella strada ci sono frequenti rapine, scippi, violenze, certo non chiedo la chiusura della strada. Nè incolpo la strada di quel che accade. Però pretendo dal Comune o da chi per esso di garantire la sicurezza e provvedere alla pulizia. Avrei altro da dire ma il lavoro incombe. Un caro saluto
Andrea
Comprendo perfettamente il desiderio di maggiore “moderazione” in certi canali internet di cui parla Pamparana. E’ una reazione naturale quella di voler essere tutelati (e risparmiati) da contenuti oggettivamente discutibili.
Lo abbiamo fatto in tutti gli ambiti sociali: ovunque esiste una socialità esiste anche una LEGISLAZIONE per tutelare il singolo e la collettività . Ovunque esiste una qualche forma di interazione tra individui (comunicazione?) esiste un GARANTE per tutelare la validità e autenticità delle informazioni scambiate…
Viene naturale e spontaneo volerlo fare anche su internet, ma così si trascura un dato terribilmente evidente (per tutti tranne che per i media tradizionali): le persone non si fidano più della legislazione nè tantomeno dei garanti!
E’ una piaga mondiale che in Italia, temo, sta raggiungendo il culmine: possibile che voi giornalisti non ve ne rendiate conto? O magari ve ne rendete conto ma, per i soliti motivi, non potete di certo sbandierarlo nei luoghi di lavoro.
Ovviamente il mio non è un appunto verso Pamparana che, spero, comprenderà che il discorso è molto più ampio.
Internet, a torto o a ragione, viene ancora visto dal mondo intero come una piazza libera e siccome la libertà mediatica altrove non esiste - non mi si contesti questo dato di fatto - allora la gente è disposta anche a sorbirsi gli effetti collaterali negativi pur di tutelare l’unico luogo dove ancora è possibile ricevere informazione non di parte.
Questo è il motivo per cui il “filtro” sui video di YouTube, o di chicchessia, resta un discorso carino ma inattuabile: va bene lo strumento per segnalare i contenuti inappropriati perchè è uno strumento che sensibilizza l’utente. Invece non va bene il filtro a monte perchè, di fatto, chi si fida del garante?
tempo fa avevo trattato un argomento molto simile: l’influenza di youtube sulla violenza nelle scuole italiane.. se siete interessati a delle considerazioni (in parte diverse) in merito, vi invito a leggere il mio articolo.
http://www.webwards.net/youtube-e-violenza-scolastica-considerazioni-561.html
/n.
La stupidità umana e la voglia di mettersi in mostra supera la “paura della punizione”; probabilmente senza quel video i malatrattamenti sarebbero continuati nell’ombra… e allora perchè censurarli? non sarebbe più opportuno filtrarli ed intervenire, con le forze preposte (e questo già meriterebbe ore ed ore di discussione), per far sì che cessino?
Si cerca di demonizzare internet e la sua -troppa- libertà e non ci accorgiamo che altri mezzi, più diffusi e controllati, con i loro canoni, di dubbio gusto, alimentano, badando più ai numerini dell’audience che alla qualità e moralità dei contenuti stessi, questa violenza figlia del “so’ più figo di te”.
Scusate ma il servizio del TG5 è impostato proprio in maniera non corretta e spiego il mio punto di vista.
L’intervista al papà di un ragazzo disabile riporta che i suoi commenti vengono filtrati mentre i video no, come se YouTube mettesse censura alle sue parole e non ai video dei cretini. Non è così.
La conclusione del servizio ci lascia con “basta questa vergogna deve finire, altro che libertà di espressione su internet!”
Una frase davvero d’impatto, ma considerato lo spirito critico pari a 0 delle persone davanti alla televisione passa un messaggio che sembra lievemente esulare dal singolo episodio.
Le vergogne che devono finire sono ben altre a partire da certi tipi d’informazione, altro che 4 str***i che “picchiano” un disbaile.
Allora perchè non incentrare il servizio sull’assenza della scuola in questi casi? Non vi è mai capitato al tempo del liceo di vivere situazione alla “YouTube”? Io ho visto ben di peggio e sempre con il silenzio-assenso di docenti e presidenza.
In conclusione mi sembra proprio un attacco gratuito ad internet (forse che in questo periodo stia diventando scomodo?) giusto per fare un po’ di ascolto … curiosamente mostrando il video di un ragazzo disabile picchiato.
Speriamo che almeno su YouTube non si veda più, rimarrà poi da toglierlo dai TG.
Spiacente ma, nonostante io sia assolutamente dalla parte del disabile, trovo che il servizio del TG5 abbia puntato troppo il dito contro YouTube.
Dobbiamo immaginare Internet e i servizi simili a YouTube come se costruissimo un parco aperto al pubblico. Chi ci va e cosa ci fa lo possiamo controllare ma non è detto che ci riusciamo sempre.
Ma questo non vuol dire che YouTube sia da criminalizzare.
La mia paura è che si finisca per censurare troppo e limitare la libertà di espressione. Non dimentichiamoci che qua in Italia sta già succedendo anche se a volte in modo trasversale.
La legge impedisce a chi non possa esporre un Direttore Responsabile di pubblicare un suo “foglio” o “giornale” periodico su internet, perché quest’obbligo è stato esteso qualche anno fa anche alle pubblicazioni su internet (poi non è chiaro come si debba applicare la cosa, come al solito). Grazie a leggi come questa in Italia sta svanendo una delle poche cose interessanti di Internet ovvero la possibilità per il cittadino comune di dire la sua!
Sinceramente benché le reti Mediaset, a mio avviso, offrano uno standard qualitativo, contenutistico e anche estetico (visto che sono un grafico mi interessa particolarmente) superiore rispetto alle altre reti, non pensiate che sia eccelso. Se sulla televisione si parlasse veramente di tutto (un po’ di cultura, scentifica, tecnica, letteraria e artistica tanto per cominciare) e con *competenza* forse allora ci sarebbe un po’ meno bisogno di Intenet.
Da quel che vedo, invece, si affrontano un po’ tutti gli argomenti con inacuratezza e aprossimazione (se escludiamo la politica, dove sono i politici a farlo) facendo spesso luoghi comuni di cui siamo stanchi!
Se durante una trasmissione c’è da parlare di Fumetto, ad esempio (tanto per dire un argomento che mi è caro), viene invitato sempre Manara, che… ok… è un grande, ma basta! Sembra che il fumetto sia soltanto donnine nude e amplessi così.
Invece su Internet trovo il bello e il brutto! Il bene e il male! Sta a me discernere è vero, e un minorenne dovrebbe avere i genitori che lo aiutano a discernere.
E qui, infatti, viene il tasto dolente! State con i vostri figli educateli, aiutateli ad avere dei valori. Internet non è la baby sitter! Chiudetegli il computer quando è troppo, è troppo! E se fanno cose sbagliate puniteli come è giusto che sia.
L’anno scorso ho lavorato a scuola come tecnico in un laboratorio. I genitori non svolgono più il loro ruolo si aspettano che sia la scuola a educare i loro figli che arrivano da noi insultandoci fin dal primo giorno. I docenti fanno schifo! Non sarebbero capaci di tenere a bada neppure un criceto (e bidelli e tecnici ben poco possono fare per ragioni di responsabilità e contratto)! Questo è vero ma l’educazione nasce prima di tutto a casa.
Su Yahoo! ho letto qualche giorno fa un articolo su come i figli siano diventati i padroni a casa e i genitori non riescano più a gestirli. Volete le baby gang come in England? Ebbene le avrete presto se non vi date una mossa!
Salve, già di fatto si può fare un’ottima considerazione nei confronti di Internet: anni fa era possibile confrontarsi con le persone che in TV ci proponevano/proninavano le notizie? E’ fantastico che oggi sia possibile. Concordo con il fatto che è necessaria la moderazione non la censura. I due termini possono sembrare del tutto uguali, ma li considero diversi conferendo alla prima un significato non totilaristico. Moderare significa eliminare un contenuto che possa davvero offendere la morale comune (stabilire quale sia poi è anche un affare complesso) ed è giusto che ne siano portate delle motivazioni valide. Censurare invece presuppone una sorta di onnipotenza nei confronti di chi la applica. Vedo blog FAMOSISSIMI che eliminano messaggi perché il proprietario non è d’accordo con quanto il lettore scrive, e questo è indice di totalitarismo non giustificabile con la frase “il blog è mio e ne faccio quello che voglio”.
Hanno ragione quelli di TG5. Visto che mia sorella ha il Down. Fino ad ora trovo abbastanza le brutte notizie su video che provengono da YouTube. Mi sembra che loro trascuranno molto le cose. Se esistono i moderatori, che fanno? Come avete notato che i ragazzini filmano le cose orribili e lo salva su youtube e lo vedono tutti le cose orribili di questi ragazzini. E’ una cosa schifosa. Sembra che il film HOSTEL avevano tanti sequel che si trovano tutti su YouTube. SOno perfettamente d’accordo con il TG5. Spero che prima o poi puniranno quel sito, dovranno assumere la loro responsabilità . Se non siete d’accordo con me, allora conta quanti filmati orribili sono stati messi su sito YouTube? Direi migliaia!!!
Per Sanyinet, o per altri che pensano che pensano che punendo youtube si risolvano i problemi:
Non mi sembra di aver letto di nessuno qua tra i commenti che non da ragione a quanto detto dal TG5, i filmati offensivi (come tra l’altro vietato da youtube stesso) non sono accettabili e devono essere rimossi. Quindi il TG5 in questo caso non può di certo prendersi i meriti di un pensiero comune, anzi non fanno altro che mostrare a ripetizione GLI STESSI video presi da internet, che a quanto pare loro possono fare senza che nessuno gli dica.
Il fatto è che qui si punta il dito non tanto sulle buone intenzioni, come può essere migliorare il servizio di moderazione e mantenere fede al regolamento di youtube, ma la continua criminalizzazione di un mezzo che a pari della stessa televisione o altri media, è in grado di offrire informazione.
La cosa che più pensare è il tentativo di volersi bendare a tutti i costi davanti a dei problemi che esistono. Trovare del positivo in una situazione così difficile, in realtà non è affatto impossibile… tieni solo conto (e non credo di insegnarti nulla) che chiunque invia un filmato del genere è schedato e rintracciabile, questo garantisce trovare questi “bulli”. E senza questa loro imprudenza le loro malefatte non sarebbero punibili.
Ma non ce l’hai anche tu la sensazione che questi ragazzi senza un cellulare in mano l’avrebbero fatto lo stesso?
E’ una cosa che è sempre accaduta, perchè si sono sempre ripetute in tutte le scuole, e solo ora la gente si sveglia e grida allo scempio!
Perchè tanto scagliarsi ad un mezzo di comunicazione e non concentrare le forze per combattere il problema del bullismo (o quello che sia)?? Forse perchè si pensa che sia una guerra persa in partenza?
Allora avete ragione bendiamoci gli occhi davanti a tutto, e facciamo finta che i problemi non ci siano.
Perdonatemi lo sfogo :)
@ Desmm
Quoto in pieno. Secondo me non si combattono i problemi veramente perché non farebbe audience (si scrive così?). Impossibile pensare che siano “guerre” perse in partenza … diciamocelo … che c***o ci vuole a fermare 4 cretini a scuola?
@Marco
Sono in accordo tranne per una cosa. Sei sicuro che Mediaset abbia una produzione qualitativa alta? A me sembrano una serie di idiozie una dietro l’altra.
Il problema di tutto al solito è la smania di profitto, che poi deriva dal desiderio di potere … ma questa è un’altra storia.
Non credo sia un problema di “audience”, non in questo caso almeno.
Credo sia puro sensazionalismo dettato da una certa ignoranza in materia da parte dei media tradizionali, o meglio, da parte della TV.
Inoltre nel mio post precedente alludevo vagamente a qualcosa che a questo punto direi senza veli:
La TV attacca YouTube non internet in generale (infatti anche la TV si fa i suoi siti e sitarelli). La TV si scaglia contro chi, in qualche modo produce concorrenza!
YouTube ha iniziato un processo irreversibile. Ha generato una pazzesca “domanda” di video-content. Questo ha dato una precisa direzione ed una accellerata incredibile allo sviluppo tecnologico di player et simili. Essendoci quindi “opportunità di business” il “tech” ci ha inondato di strumenti per generare video-contents.
Basti guardare quante netTV/webTV nascono ogni giorno!
Ergo, la TV tradizionale, assolutamente succube e incapace di contrastare questo trend, cerca di difendersi come può.
Ora sommando i dati (sensazionalismo, ignoranza e concorrenza) non possono che venire fuori servizi tipo quello in oggetto che, ispirandosi vagamente ad un fatto reale, lo strumentalizzano per il proprio tornaconto (magari per politica aziendale).
Tutta la diatriba sulla necessità di moderazione poi lascia il tempo che trova perchè è solo fumo negli occhi per deviare dalla questione principale, ovvero, che la TV vuole deliberatamente screditare la netTV.
P.S. la moderazione esiste già altrimenti di video “sconci” non ne salterebbero fuori a decine ma a milioni!
Vorrei poter dare un maggiore contributo alla discussione, però ho limiti di tempo. Tutte argomentazioni interessanti e utili. Mi permetto di contestare l’ultimo post. La tv generalista vive di pubblicità e deve fare i conti ogni giorno coi dati di ascolto. I tg tradizionali vengono visti da circa 16 e più milioni di telespettatori. Ad oggi Youtube non è un concorrente. E avrete notato come anche i tg utilizzino questa importante fonte. L’Indignato si è occupato ad oggi di oltre una dozzina di temi diversissimi tra loro. Pensare che si scelga la vicenda del filmato in oggetto per politica aziendale vuol dire non conoscere il mondo della tv. Ribadisco: nel 1982 ho fondato la prima banca dati di informazione, ancora coi modem di gomma. Conosco e credo nello strumento da quei giorni. Grazie.
Andrea Pamparana
Su questo sono in accordo con Pamparana la tv non teme assolutamente internet anzi sta già facendo sicuramente ricerca da qualche anno e quando deciderà di scendere in campo vedremo YouTube invaso da Isola dei Famosi e quant’altro.
Ne avevo velocemente parlato proprio con Desmm sul blog, parlando del possibile futuro per i video blogger.
A livello personale ho esperienza come Pamparana.
Mio padre, giornalista anche lui, aveva cominciato con il videotel (ve lo ricordate?). Internet non è che un altra grande opportunità di business per la tv.
Ma tornando al punto sollevato dal post originale di Desmm, la contestazione nasce dall’impostazione del servizio rapida e superficiale (per questioni di tempo?) ma soprattutto che lascia, mi ripeto, un messaggio sbagliato.
Non è un caso che quando si parla male di internet i blogger ed interneauti si scatenano, a volte anche senza troppa ragione … è perchè vediamo minata la libertà oggi nostra e domani delle nuove generazioni.
@Pamparana
Come dicevo un po di righe più su “il mio non è un appunto verso Pamparana che, spero, comprenderà che il discorso è molto più ampio”.
Mi permetto quindi di ribadire che, per quanto lei sia un professionista che sa fare e fa da tempo il suo lavoro, dubito lei possa essere eletto (o immolato) come rappresentante universale della TV o del livello di preparazione della categoria. Nessuno si offenda per piacere: quando parlo di preparazione mi riferisco ai temi in oggetto e non sto dando dell’ignorante a nessuno. Non sono un giornalista e non ho le competenze per giudicare la categoria; ciò non toglie che si possa criticare il servizio offerto.
Prenda anche atto del fatto che l’utente medio non conosce il background e il profilo professionale di un giornalista. Conosce invece bene il front-end della notizia, ovvero l’informazione nuda e cruda che esce dagli altoparlanti della TV e poco importa cosa ci sia (o non ci sia dietro). Quello che è stato (in buona fede?) trasmesso nel servizio è un dato di fatto, è di parte ed è una informazione non completa e volta a screditare uno strumento.
Lei dice benissimo: YouTube non è un concorrente del TG tradizionale, ci mancherebbe! Infatti io non ho parlato di TG vs. YouTube, ma di TV vs. netTV che è qualcosa di molto diverso e decisamente più complesso.
Lei ha ragione anche sulle statistiche. I tg tradizionali sono visti da oltre 16mln di telespettatori e, ha ragione, Youtube si sogna questi dati!
Esattamente come accadeva 1860: gli utilizzatori di carretto e cavallo erano infinitamente più di quelli che usavano la neonata l’automobile.
Se il paragone può sembrare idiota si controllino le statistiche e indagini recenti. Tutte le statistiche però.
Si prenda atto di come in europa (e in italia in particolare) la diffusione della banda larga coincida clamorosamente con la crescita del tempo di fruizione di web-video-content, e come questo sia coincidente con il calo del tempo passato davanti alla TV.
@YouON
Non so se alludevi a me ma, lasciami dire che non sono un blogger (scrivo ogni morte di papa!) nè un internauta “scatenato” =)
Ho citato dati statistici, non nespole, e se li conosce un pinco pallino qualsiasi come me, figuriamoci se non sono noti e analizzati da chi rischia di perdere il monopolio. Però posso capire che, in un mondo di informazione addomesticata, anche queste statistiche possano essere considerate non attendibili…
Forse questo alimenterà la fobia di non potersi più fidare di niente e nessuno?
Non lo so. Di certo so che questo è un pensiero diffuso.
Amici, non prendetemi per quello che attacca a spada tratta la TV perchè non lo sono!
Sono straconvinto che la TV è esattamente la conseguenza loca di quello che poteva essere e non c’è modi di avere una TV diversa sui presupposti attuali.
Ma, purtroppo per la TV, internet esiste, non vive di advertising, non ha il morboso bisogno di accontentare certi poteri e stare a certi giochi. Finchè i limiti tecnologici frenavano il video-content pochi se ne sono preoccupati ma ora non è più così ed è naturale che la TV tradizionale non veda di buon occhio la netTV e non perda occasione per lasciarlo trapelare. E credo sia assolutamente normale. Sarebbero pazzi a restare inermi.
Volevo rispondere ad Andrea circa il bullismo e il filtraggio della rete…Direttore, non vorrei contraddirla ma il fenomeno del bullismo c’è, c’è stato e ci sarà sempre, con o senza YuoTube…Non possiamo punire o filtrare un servizio solo perchè i contenuti non rispecchiano una certa “etica”…YouTube è lo specchio della realtà che riversa sulla rete, è il malcontento generale, è la società allo stato brado. Sono una donna, ho 24 anni, e da 10 navigo su internet, inizialmente ero seguita dai miei genitori…dopodichè ho iniziato a muovermi da sola…Immagino che i genitori dei “bulli” neanche sappiano ciò che fanno i figli, non li seguono, e tantomeno credo abbiano la voglia di farlo!
Incominciamo e incominciate Voi giornalisti a fare un informazione reale” e non ad evidenziare sempre il web, youtube e i blog solo quando succedono eventi spiacevoli, mostriamo a tutti anche la forza positiva che ha la rete, le persone, e tutti quelli che ne fanno parte…! Le persone normali che “conoscono” internet come il Sig. Bruno Vespa ne hanno una cattiva impressione…! Pensano davvero che sia la fonte del male, ergo, perché non fare un informazione completa di internet a tutti?
@Claudio condivido in pieno ciò che scrivi!
@frankie
assolutamente non mi riferivo a te, condivido anche in parte le tue considerazioni. Il mio era un riferimento generale sul fatto che quando i giornalisti parlano di internet vedo tutti saltare in piedi. In questo caso è giusto criticare profondamente quello detto da Pamparana al Tg5.
Cmq insisto la tv quando vorrà prendersi internet per lo più lo farà !
Tò, questa me l’ho proprio persa, libertà di espressione su internet, bullismo, youtube ma che caspita vanno farneticando questi qua!
Il bullismo c’è sempre stato mica è un fenomeno la cui causa può essere imputata alla Rete, cosa centra, secondo questi “giornalisti” chiudere youtube risolve il problema, ma fateci il piacere per favore.
Il punto è che questi sporadici fenomeni dove alcuni bulletti pubblicano il video hanno un grande risalto proprio grazie a servizi dementi come questo, credo che sia loro la maggiore responsabilità di aumento del fenomeno, premesso che sia comunque un problema serio converrebbe a tutti se questa specie di Tg si occupasse dei più seri problemi, come il lavoro, o che ne so la mafia, la corruzione, lo spreco di soldi pubblici e così via, così facendo il fenomeno del bullismo filmato potrebbe anche attenuarsi se non lo blaterassero in questo modo!
Oggi la RAI nel TG2 ha mostrato come l’avversione verso internet non sia un fatto proprio di Mediaset ma riguardi tutta la categoria.
http://frankeyboard.wordpress.com/2007/12/01/tg5-contro-internet-mamma-rai-non-e-da-meno/
@Sanyinet
Mi dispiace tantissimo signora perché capisco quanto lei possa sentirsi vicina alle vittime di questo problema.
Tenga presente però un fatto. Se non ci fosse stato il servizio di YouTube, anche se il servizio e gli autori del servizio in se non hanno alcun merito specifico, molti di noi oggi non saremmo a conoscenza di questi fatti. Io per primo.
Quando andavo a scuola queste cosè (di tale gravità intendo) non le ho mai viste. Solo un paio di volte ho subito e/o assistito alle vessazioni con cui alcuni gruppi di studenti più problematici opprimevano me o altri, ma non si è mai arrivati a calci o peggio. Si limitavano a farmi prendere un po’ di paura (anche se non approvo neppure quello). E non sono un invalido, ma sono solo una persona che crede nel giusto e nel rispetto del prossimo. Fin da quando ero bambino mi sono sempre chiesto perché mai avrei dovuto fare male a qualcun altro.
Dove ho lavorato l’hanno scorso ho assistito a cose, che mi hanno sconvolto e che non avevo mai visto. E siamo a livelli di gravità ancora molto al di sotto di quelli visti nei video online. Il problema è che i docenti non sono più in grado di gestire la cosa. Detto senza rancore, sono delle pappe molli. Ho avuto modo di insegnare ad un corso integrativo pomeridiano ad alcuni studenti della stessa scuola e non si muveva una foglia se non lo dicevo io. Ok qualche volte si sono un po’ agitati ma siamo subito rientrati nei ranghi. Io sono abituato a docenti di tutt’altra pasta. Durante le lezioni del miglior professore di matematica che ho avuto si stava in religioso silenzio e per parlare si alzava la mano.
Ma la colpa come ho già detto è anche che i genitori stessi non riescono a gestire i loro figli.
Detto questo, debbo dire che navigo online moltissimo e spesso vado anche su YouTube ma non sono mai riuscito a trovare questo materiale. Sarà perché non vado dove mi portano i link della prima pagina ma cerco ciò che interessa a me.
Devo anche dire che, benché ancora una volta non sia merito di YouTube o dei suoi autori, su quel servizio si trovano anche cose assai interessanti. Arte, cultura, scienza, reportage, ecc. Spesso materiale realizzato da gente come noi. Si trovano anche i video-reportage del sito di Beppe Grillo, grazie ai quali ho saputo come sono andate tante cose, come ad esempio il G8 di Genova.
Insomma YouTube può anche essere che abbia qualche responsabilità legale. Ma da qui a criminalizzarli per forza non mi pare che sia il caso.
@YouON
« Sono in accordo tranne per una cosa. Sei sicuro che Mediaset abbia una produzione qualitativa alta? A me sembrano una serie di idiozie una dietro l’altra. »
Non ho detto “alta”, infatti, ho detto “superiore rispetto alle altre reti”. Se le altre reti fossero 0/10, Mediaset potrebbe essere 1/10, ad esempio ;-) . Ma in realtà non ho dato un voto. Vuoi un voto? Per me potrebbe essere un 7. Un po’ pochetto a dire la verità . Beh si perché a parte i telegiornali e alcune rare trasmissioni, sulla TV (anche RAI) passano contenuti davvero poveri e quando affrontano qualche argomento interessante restano sempre sulla superficie limitandosi a carpire quello che carpisce il grande pubblico senza dire niente di più.
Vado un attimo furi tema per farmi capire. A me piace il fumetto. Quando mai si è trattato seriamente di fumetto sulla TV? Beh soltanto quando sono morti Bonvi, Jaccovitti e Ugo Pratt, negli ultimi anni. Peccato che poi nel mezzo si sono dimenticati che stava morendo anche Magus, uno dei più grandi fra i grandi, che tra l’altro ha anche disegnato uno dei più bei texoni mai realizzati. Ma fuor che nominarli da morti, quand’è che si decideranno a nominarli anche da vivi e magari chiamare un critico capace a spiegare un po’ a tutti in cosa consiste la loro arte?
La TV, invece, sembra la pagina dei funerali nei quotidiani locali, ormai.
Ecco cosa dovevo dire ai miei compagni delle medie: “Youtube non esiste, potete anche smetterla di picchiarmi”.
A saperlo ora…
Youtube o TG5 e in genere i mass media non sono altro che una finestra di questo schifo mondo.Io ho un figlio di 5 anni e mi vengono i brividi a pensare a quando sarà adolescente.Bullo o vittima sono sempre dispiaceri
@Manico
una realtà molto triste, concordo