Secondo il TG5 YouTube è la fonte del male

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“Sempre più spesso scorrono su internet immagini di ragazzi disabili, umiliati o addirittura picchiati…” l’articolo di oggi è iniziato con le parole usate da Cesara Bonamici presentatrice del TG5 di ieri sera (14 novembre 2007). Non mi sento di dire che il problema non esista, ma non mi sento neanche di dire che su internet ci sia solo questo, e molto spesso i nostri cari media tradizionali italiani, come la stessa televisione, sembra che vogliano spingere questo messaggio…

tg5


Il servizio televisivo, che riporto per intero con un video dalla non ottimale qualità, documenta da un lato un fatto atroce, il bullismo sui disabili che è indubbiamente il più ripugnante, dall’altra parte vuole riconoscere in YouTube la fonte del male, praticamente un recipiente colmo di questi video dove non è possibile ne segnalare un abuso del regolamento quindi neanche la cancellazione. Come resoconto finale, da parte dell’indignato speciale Andrea Pamparana, non poteva che essere chiamata in causa la politica, per limitare la libertà di espressione su internet.

Le domanda sono:

  • nell’ipotesi che sia possibile riuscire a filtrare la libertà d’espressione su internet, se non addirittura limitarla drasticamente, questi casi di maltrattamenti su disabili terminerebbero?
  • forse non avendone più notizie, la gente penserà che casi del genere non avvengono più. Quindi si torna ad una tranquillità precedente all’era di YouTube ed i suoi video… e quindi senza che accadano più questi fatti?
  • e se invece questi video, come spesso accade, riescono ad offrire dei colpevoli (per altro abbastanza ingenui) per le malefatte che hanno commesso, e senza questo tipo di documentazione video forse non si sarebbe conosciuto neanche l’accaduto?
  • a questo punto il caso, non è paragonabile ad una situazione di guerra, dove gli inviati parlano di morte, violenza, barbarie e inciviltà (anche entrando nei particolari)… ma senza la presenza del giornalista non si potrebbe conoscerne la situazione degli eventi? Forse così si risolverebbe il problema della guerra, in quanto tutti ne ignorano l’esistenza, e quindi finalmente ci sarebbe la pace nel mondo!

Vorrei concludere con la mia solidarietà verso i ragazzi maltrattati. E voglio specificare a Paolo Spadaro, l’intervistato nel servizio, che con questo articolo non voglio assolutamente giustificare, ne lasciar impunite le malefatte di quei ragazzi.
La soluzione al problema bisogna cercarla altrove, se poi vogliamo bendarci gli occhi, facciamolo pure. Con questo non voglio neanche dire che i filmati non debbano essere cancellati, anzi i mezzi ci sono e spesso capita di trovarsi su YouTube davanti alla scritta “filmato rimosso perchè non idoneo”, ed i video di violenza come quello apparso domenica appartiene proprio al genere non idoneo.

Parlare di limitazione della libertà di espressione, bisogna farlo sempre con una certa attenzione, e considerarne sempre le possibili conseguenze.


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P.s.
Trovo questo video molto istruttivo per chi ha pregiudizi nei confronti di internet: http://www.youtube.com/watch?v=5gffrVESruM
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