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Guida italiana all’uso del colore

Ecco il primo capitolo di un titanico lavoro che intende approfondire uno degli aspetti più importanti, e forse tra i più difficili, dell’arte del design, ovvero l’uso del colore. Nel corso della guida, dopo una breve introduzione teorica, gli autori cercheranno di fornire ai lettori i mezzi per comprendere e padroneggiare i vari spazi di colore, i mezzi, da quelli economici fino all’ausilio di costose strutture professionali, per ottimizzare la propria postazione di lavoro e sincerarsi che sia “cromaticamenteâ€? fedele, tutti i trucchi per trasformare da RGB a CMYK a LAB e viceversa senza perdere in resa dell’immagine, i metodi di stampa tipografica e, non ultimo, l’importanza del colore nella società moderne, nel branding aziendale ed i suoi effetti psicologici sull’uomo…

teoria del colore

Su </Style> è disponibile il primo capitolo, l’unico un po’ più teorico, dedicato alla teoria del colore, ai suoi principi fisici e alle proprietà, vantaggi e svantaggi, degli spazi di colore più comuni: RGB, CMYK e LAB.

Questo primo capitolo sul colore si divide in 3 parti:
Guida all’uso del colore – parte 1: fondamenti di teoria
Guida all’uso del colore – parte 2: modelli e spazi di colore
Guida all’uso del colore – parte 3: gli spazi Lab e LCH

Articolo di TheClue

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4 commenti su “Guida italiana all’uso del colore”

  1. Assolutamente non è spam, sino a che i link sono contestuali e non vendi prodotti per me non è spam 😉
    Anzi ti ringrazio per la segnalazione, alcuni di quelli li conoscevo anche perché ne ho parlato su DesMM altri no tnx 🙂

  2. Complimenti per il “titanico lavoro”. Continuo a rimanere affascinato dalla soggettività / oggettività dei colori e delle forme d’onda in generale.

    Per esempio una domanda che mi sto ponendo in questo periodo è la capacità di percepire la realtà solamente perché è alterna / alternata. Se ci fosse un fenomeno continuo ed ininterrotto non saremmo in gradoi di percepirlo. Probabilmente mi sbaglio ma mi stuzzica pensare che ciò che vedo e sento e provo non è altro che una minuscola parte del tutto. Buon lavoro. Stefano

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